Back to Top

photo1

FEDELI AL PAPA E ALLA CHIESA

 

L’Associazione di ispirazione Cattolica di rilievo Internazionale “Tu se Petrus” – fondata nel 2005 a Battipaglia (Salerno) dal vaticanista Gianluca Barile in ossequio all’elezione di Sua Santità Benedetto XVI – ha come Presidente Onorario il Cardinale Kurt Koch. Il primo Presidente Onorario fu il Cardinale Francesco Marchisano; fino al 2013, hanno ricoperto tale incarico, anche i Cardinali José Saraiva Martins e Salvatore De Giorgi. L’Associazione è stata costituita secondo le norme del Codice Civile. Il movimento, che raccoglie migliaia di fedeli – sacerdoti, suore, religiosi, laici – in tutto il mondo, ha come proprio centro, la persona del Sommo Pontefice. In pochi anni, “Tu es Petrus” è riuscita a ritagliarsi uno spazio importante nel panorama delle aggregazioni laicali, grazie ad una lunga serie di iniziative caritatevoli e culturali, tra cui spicca l’istituzione e il conferimento del Premio Internazionale “Tu es Petrus” a numerosi Cardinali ed esponenti del mondo della Chiesa e dei vari settori della società contemporanea, per la loro fedeltà al Vicario di Cristo e alla Sede Apostolica. Il nome dell’Associazione, che originariamente era dedicata a Giovanni Paolo II e Benedetto XVI e successivamente, su idea del compianto Cardinale Marchisano, venne chiamata “Tu se Petrus”, prende spunto direttamente dalle parole rivolte da Gesù a Pietro, il primo Papa della storia: “Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo ecclesiam meam et portae inferi non praevalebunt adversum eam” (Mt 16,18-19). “Tu es Petrus”, “Tu sei Pietro”: espressione scolpita nel cuore di ogni cattolico che ha per padre il Romano Pontefice e per Madre la Santa Chiesa. Basti pensare a cosa dicevano del Papa, legittimo Successore di Pietro, due grandi baluardi della nostra Fede: San Luigi Orione e Sant’Ignazio di Loyola. Il primo era solito ripetere: “Il Papa: ecco il nostro Credo e l’unico Credo della nostra vita!”, mentre il secondo, fondatore dei “Gesuiti”, esortava ad essere ubbidienti al Papa “perinde ac cadaver”, allo stesso modo di un cadavere, cioè totalmente sottomessi a Lui. Ma perché tanta devozione per il Papa? Perché vediamo e riconosciamo che Egli succede a Pietro sulla Sua Cattedra. Una Cattedra che non è un regno e neppure un trono. È la Cattedra del servizio, del sacrificio, del martirio. È pure, però, la Cattedra del Magistero, della Fede e della certezza, della carità e del governo pastorale. Si può credere o meno nel Vangelo o che nel Pontefice, in quanto successore di Pietro, risplenda l’Augustissima Santità di Nostro Signore Gesù Cristo, ma è indubbio che quella Cattedra eserciti nel mondo un ruolo determinante. La ragione sta nella perfetta coincidenza tra Vangelo e Cattedra. Perché non è una Cattedra inventata dagli uomini. Gli uomini ne hanno inventate tante, di cattedre, dalle quali hanno tratto indubbi benefici per progredire. Ma nessuna Cattedra può stare alla pari con quella di Pietro. Questi era un Apostolo, un Apostolo chiamato da Gesù al suo seguito. In mezzo agli altri Apostoli, Pietro – che originariamente si chiamava Simone ed era un pescatore -, ebbe il privilegio, il carisma di essere Capo del collegio della Chiesa. A Lui Cristo conferì il primato di giurisdizione. La sua “Cattedra” ha questo privilegio: d’essere cioè il luogo, lo strumento tramite il quale le persone che Gli succedono, elette dallo Spirito, nel governo della Chiesa universale, esercitano i medesimi Suoi poteri. E siccome Pietro è morto, crocifisso a Roma, Egli ha stabilito a Roma la Sua Sede, la sua Cattedra. Come dallo Spirito è garantita la successione apostolica (il collegio dei Vescovi succede al collegio degli Apostoli), così dallo stesso Spirito è garantita la successione del ‘primato apostolico. E il primato è, dunque, di Pietro. Una volta eletto dai Cardinali in Conclave, secondo la disciplina canonica, e accettata l’elezione, automaticamente l’eletto succede a Pietro nella Sua Cattedra: Cattedra – giova ribadirlo – di Magistero e di governo Pastorale che abbraccia tutta la Chiesa. II Papa ha la testimonianza di Pietro: testimonianza, suggellata con il sangue, di fedeltà al Vangelo, di adesione a Cristo, di Apostolo a capo della Chiesa. Ma non ha solo la testimonianza di Pietro: l’albo dei Papi enumera Santi e martiri. Il Papato, perciò, è un’istituzione cui lo Spirito ha profuso, in abbondanza, oltre i carismi dell’autorità suprema, i carismi della santità, del martirio. I Papi, dal canto loro, hanno reso testimonianza allo Spirito, alla Verità, al Vangelo. Hanno, in una parola, il più degnamente possibile, rappresentato Cristo, di cui sono dolci Vicari in Terra, promulgandone la missione e il messaggio. E anche quando qualche Pontefice ha dimostrato di avere una vita privata assolutamente dissoluta, mai, nel Suo esercizio di Capo della Chiesa Cattolica, ha osato modificare il Magistero e la Dottrina. Nell’avvicendarsi della storia, gli uomini hanno sempre guardato al Papa e alla Cattedra del Vescovo di Roma con interesse costante e acuto. Sapevano che da quella Cattedra, dalla persona che l’occupava, provenivano fasci di luce, insieme di certezza e di speranza. Nei momenti foschi, di doloroso smarrimento, quella Cattedra e la persona che l’occupava, erano punti obbligati di riferimento sia per i credenti sia per i non credenti. I vantaggi che l’umanità ne ha tratto sono enormi, incalcolabili. Il cammino verso la Verità di Cristo Risorto, verso una più ampia giustizia, verso una pace più stabile, lo si deve in gran parte a quella Cattedra. Stringiamoci, quindi, intorno al Santo Padre, in cui riconosciamo vividamente ed inequivocabilmente, il Successore di Pietro e il Vicario di Cristo.