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OMNES CUM PETRO AD IESUM PER MARIAM

 

 

 

L’Associazione Cattolica Internazionale ‘Tu es Petrus’ - fondata nel 2005 a Battipaglia (Salerno) dal vaticanista Gianluca Barile in omaggio all’elezione di Sua Santità Benedetto XVI - ha come Presidente Onorario l’Em.mo Signor Cardinale José Saraiva Martins ed è consacrata a Nostra Signora di Fatima. Il movimento, che raccoglie migliaia di fedeli - sacerdoti, suore, religiosi, laici - in tutto il mondo - ha come proprio centro la persona del Sommo Pontefice. In pochi anni, ‘Tu es Petrus’ è riuscita a ritagliarsi uno spazio importante nel panorama dell’associazionismo cattolico grazie ad una lunga serie di iniziative (consultabili alla voce ‘Scopi e finalità’ dello Statuto nell’apposita area ‘Chi siamo’ di questo sito), prima tra tutte, l’istituzione e il conferimento di un Premio Internazionale a numerosi Cardinali per la loro fedeltà al Vicario di Cristo e alla Sede Apostolica. Il nome dell’Associazione prende spunto direttamente dalle parole rivolte da Gesù a Pietro, il primo Papa della storia: ‘Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo ecclesiam meam et portae inferi non praevalebunt adversum eam” (Mt 16,18-19). Nella pagina ‘Petrus’ troverete una biografia dettagliata del Principe degli Apostoli e il cammino interiore ed esteriore che lo ha condotto a ricevere le chiavi del Regno dei Cieli e della terra. ‘Tu es Petrus’… ‘Tu sei Pietro’… Espressione scolpita nel cuore di ogni Cattolico che ha per padre il Romano Pontefice e per Madre la Santa Chiesa. Pensiamo a cosa dicevano del Papa, legittimo Successore di Pietro, due grandi pensatori della nostra Fede: San Luigi Orione e Sant’Ignazio di Loyola. Il primo era solito ripetere: ‘Il Papa: ecco il nostro Credo e l’unico Credo della nostra vita!’, mentre il secondo, fondatore dei ‘Gesuiti’, esortava ad essere ubbidienti al Papa ‘perinde ac cadaver’, allo stesso modo di un cadavere, cioè totalmente sottomessi a Lui. Ma perché tanta devozione per il Papa? Perché vediamo e riconosciamo che Egli succede a Pietro nella Sua Cattedra. Una Cattedra che non è un regno e neppure un trono. E’ la Cattedra del servizio, del sacrificio, del martirio. E’ pure, però, la Cattedra del Magistero, della Fede e della certezza, della carità e del governo pastorale. Si può credere o meno nel Vangelo o che nel Pontefice, in quanto successore di Pietro, risplenda l’Augustissima Santità di Nostro Signore Gesù Cristo, ma è indubbio che quella Cattedra eserciti nel mondo un ruolo determinante. La ragione sta nella perfetta coincidenza tra Vangelo e Cattedra. Perché non è una Cattedra inventata dagli uomini. Gli uomini ne hanno inventate tante, di cattedre, dalle quali hanno tratto indubbi benefici per progredire. Ma nessuna Cattedra può stare alla pari con quella di Pietro. Sì, la Cattedra del Papa è appunto la Cattedra di Pietro che - lo si sa bene - era un Apostolo, un Apostolo chiamato da Gesù al suo seguito. In mezzo agli altri Apostoli, Pietro - che originariamente si chiamava Simone ed era un pescatore -, ebbe il privilegio, il carisma di Capo del collegio della Chiesa. A Lui Cristo conferì il primato di giurisdizione. La sua ‘Cattedra’ ha questo privilegio: d’essere cioè il luogo, lo strumento tramite il quale le persone che Gli succedono, elette dallo Spirito, nel governo della Chiesa universale, esercitano i medesimi poteri di Pietro. E siccome Pietro è morto, crocifisso a Roma, Egli ha stabilito a Roma la Sua Sede, la sua Cattedra. Come dallo Spirito è garantita la successione apostolica (il collegio dei Vescovi succede al collegio degli Apostoli), così dallo stesso Spirito è garantita la successione del ‘primato’ apostolico. E il primato è, dunque, di Pietro. Una volta eletto dai Cardinali in Conclave, secondo la disciplina canonica, e accettata l’elezione, automaticamente l’eletto succede a Pietro nella Sua Cattedra: Cattedra - giova ribadirlo - di Magistero e di governo Pastorale che abbraccia tutta la Chiesa. II Papa ha la testimonianza di Pietro: testimonianza, suggellata con il sangue, di fedeltà al Vangelo, di adesione a Cristo, di apostolo a capo della Chiesa. Ma non solo di Pietro: l’albo dei Papi enumera Santi e martiri. Il papato perciò è un’istituzione cui lo Spirito ha profuso, in abbondanza, oltre i carismi dell’autorità suprema, i carismi della santità, del martirio. I Papi, dal canto loro, hanno reso testimonianza allo Spirito, alla Verità, al Vangelo. Hanno, in una parola, il più degnamente possibile, rappresentato Cristo, promulgandone la missione e il messaggio. E anche quando qualche Pontefice ha dimostrato di avere una vita privata assolutamente dissoluta, mai, nel Suo esercizio di Capo della Chiesa Cattolica, ha osato modificare il Magistero e la Dottrina. Nell’avvicendarsi della storia, gli uomini hanno sempre guardato al Papa e alla Cattedra del Vescovo di Roma con interesse costante e acuto. Sapevano che da quella Cattedra, dalla persona che l’occupava, provenivano fasci di luce, insieme di certezza e di speranza. Nei momenti foschi, di doloroso smarrimento, quella Cattedra e la persona che l’occupava, erano punti obbligati di riferimento sia per i credenti sia per i non credenti. I vantaggi che l’umanità ne ha tratto sono enormi, incalcolabili. Il cammino verso la Verità di Cristo Risorto, verso una più ampia giustizia, verso una pace più stabile, lo si deve in gran parte a quella Cattedra. Su quella Cattedra, chiamato a succedere al Beato Giovanni Paolo II, oggi siede il Santo Padre Benedetto XVI. A Lui la nostra costante preghiera e la nostra più assoluta fedeltà ed obbedienza. A Lui la nostra riconoscenza per averci confermati nella Fede. A Lui il nostro ringraziamento per averci dimostrato che Cristo non toglie nulla ma dona tutto. A Lui - dolce Cristo in terra - i nostri cuori e il nostro amore di figli. Maria Santissima, Madre di Gesù e Madre nostra, e San Michele Arcangelo, Gloriosissimo Principe delle clesti milizie, donino al Papa lunga vita, salute e protezione da ogni male.

 

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